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Dal burocratese alla chiarezza: semplificare i testi pubblici con l'AI (e provarlo)

di Giacomo Grassi · settembre 2025 case study AI linguaggio

Semplificare il linguaggio amministrativo è un passo fondamentale per migliorare la comunicazione tra le istituzioni e i cittadini. Lo scopo è rendere i testi chiari, comprensibili e accessibili, promuovendo trasparenza e inclusione. Perché per un'istituzione pubblica l'inclusività non è solo conformità ai requisiti di accessibilità: è rimuovere le barriere cognitive. E la prima barriera cognitiva di un servizio pubblico è quasi sempre il suo testo.

Un esempio di testo "ostico", preso dal mondo reale:

«Il riconoscimento e la determinazione dell'importo dell'assegno avvengono tenendo conto della tipologia del nucleo familiare, del numero dei componenti e del reddito complessivo del nucleo stesso. La prestazione è prevista in importi decrescenti per scaglioni crescenti di reddito e cessa in corrispondenza di soglie di esclusione diverse a seconda della tipologia familiare.»

Chi deve chiedere quell'assegno — cioè, spesso, chi ne ha più bisogno — merita di meglio.

Prima dell'AI: linee guida, metriche, governance

In INPS la semplificazione è nata come processo strutturato, su tre gambe:

Cos'è l'indice Gulpease: un indicatore di leggibilità pensato per la lingua italiana. Combina la lunghezza media delle parole e delle frasi: più parole brevi e frasi semplici, più alto il punteggio (0–100). Un testo con punteggio ≥ 60 è comprensibile da chi ha la licenza media (livello B1); ≥ 40 richiede un diploma superiore.

I risultati del lavoro manuale, prima ancora dell'AI:

2100+contenuti semplificati: lettere, moduli, pagine servizio
57 → 64indice Gulpease medio
~10Mpersone in più raggiunte dai testi semplificati

Quel passaggio da 57 a 64 sembra piccolo, ma attraversa la soglia che conta: i testi diventano comprensibili a chi ha la licenza media. Tradotto: circa dieci milioni di persone in più possono capire da sole ciò che l'Istituto scrive loro.

Il limite: la semplificazione manuale non scala

Ottimi risultati, ma riscrivere i contenuti a mano richiede molto tempo, e la produzione di testi di un ente come INPS è enorme e continua. In più c'è un vincolo che rende il problema speciale: i testi semplificati devono mantenere piena validità legale — il contenuto semantico deve restare invariato. Da qui la domanda che ha dato forma alla sperimentazione:

I testi semplificati dall'AI saranno in grado di competere con quelli prodotti dagli esperti umani?

L'esperimento: rigore prima dell'entusiasmo

Non abbiamo "provato ChatGPT sui testi". Abbiamo costruito un esperimento controllato:

I risultati analitici

55,4 → 64,6Gulpease: originale → AI (esperto umano: 64,7)
0,92BERTScore F1 originale vs AI (esperto: 0,90) — significato preservato
0,49type-token ratio identico all'originale: fluidità intatta

Sulla leggibilità l'AI raggiunge un punteggio quasi identico a quello degli esperti. Sulla conservazione del significato — misurata col BERTScore — la versione AI risulta perfino leggermente migliore. Ma le metriche analitiche non bastano: non è garantito che riflettano il giudizio umano.

La prova del nove: 1620 utenti, alla cieca

L'innovazione è utile solo se porta un beneficio effettivo e percepito. Per questo abbiamo condotto un A/B test su larga scala: 1620 partecipanti, 5000 valutazioni completate. Ogni tester leggeva una coppia di testi — l'originale e una versione riscritta, alternativamente dall'esperto umano o dall'AI — presentati in ordine casuale e senza indicazione dell'autore. Dopo ogni lettura, un questionario su leggibilità, chiarezza, fluidità, fiducia, tono, capacità di tenere l'attenzione; alla fine, la preferenza secca.

I risultati:

E le parole degli utenti dicono più dei numeri:

«Nella versione A la mia attenzione è calata al terzo rigo. Lunga, noiosa, pedante. Nella versione B la struttura e il linguaggio aiutano a cogliere molto velocemente i punti salienti.»

Un partecipante al test (valutazione alla cieca)

Cosa abbiamo imparato

  1. L'AI generativa può semplificare i testi con risultati pari o superiori a quelli degli esperti umani, secondo tutti gli indicatori analizzati — a patto di tenere un umano nel processo e vincoli rigorosi sulla conservazione del contenuto.
  2. La validazione con gli utenti è imprescindibile. Le evidenze analitiche vanno confermate dalle persone reali: nel nostro caso 1600+ utenti hanno validato non solo l'approccio AI, ma anche la significatività dell'indice Gulpease come misura di leggibilità.
  3. Nell'hype sull'AI è facile perdere la direzione. Dare priorità al valore per l'utente è ciò che garantisce che gli investimenti in AI producano impatti concreti. Questa sperimentazione è un esempio di innovazione virtuosa: uno strumento nuovo applicato a un problema reale, con un valore misurabile per le persone.

I prossimi passi

Il prototipo sta diventando un processo di lavoro quotidiano, con un'interfaccia a supporto dell'approccio human-in-the-loop. Le direzioni successive: la generazione di testi ex novo a partire dalle fonti primarie (le norme), invece che da testi già scritti; e un sistema di referenziazione delle fonti che colleghi ogni parte del testo alla normativa corrispondente, per rendere la validazione legale più rapida e solida.

La chiarezza non è un abbellimento: per un servizio pubblico è la forma più concreta di rispetto — e, come raccontano questi numeri, oggi è anche un problema che sappiamo misurare e risolvere.

Questo lavoro è stato presentato, tra gli altri, al DiParola Festival 2025, all'AI Week 2025 (progetto INPS–Almawave, premiato con il Best Public Domain Use Case Award di LT-Innovate) ed è incluso nella OECD OPSI Case Study Library.