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Sirio: costruire un design system da zero in una PA complessa

di Giacomo Grassi · novembre 2023 case study design system

Sirio è il design system di INPS, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Questa è la storia di come è stato creato da zero dentro una grande e complessa amministrazione pubblica. Non parlerò degli aspetti tecnici: il punto di vista è quello organizzativo e manageriale, perché è lì che un progetto del genere si vince o si perde — e perché è stata la collaborazione, più di ogni altra cosa, a rendere possibile l'innovazione.

Il contesto: la scala del problema

45Mutenti serviti
450+servizi digitali
800Mvisite web l'anno
32Mcontatti annui ai call center

INPS è la più grande istituzione di welfare d'Europa. I suoi servizi digitali — circa 450, sostenuti da oltre 2500 applicazioni — sono usati da cittadini, aziende e intermediari, con un portale che riceve circa 2 milioni di visite al giorno. Questi numeri dicono una cosa sola: qualsiasi incoerenza nell'esperienza si moltiplica per milioni di persone.

Un fattore è stato decisivo fin dall'inizio: la sponsorship del vertice. La priorità dell'esperienza utente era scritta nero su bianco nei documenti strategici dell'Istituto:

«In questo processo di trasformazione digitale è cruciale che i servizi abbiano un valore chiaro per l'utente, offrendo un'esperienza (e non solo un servizio) semplice, efficace e quindi raccomandabile.»

INPS, Piano Strategico ICT 2022–2023

Il problema: tre criticità, un ostacolo di fondo

Al punto di partenza, tre criticità definivano la situazione:

Sotto queste criticità c'era l'ostacolo strutturale: l'organizzazione a silos. Ogni business unit era responsabile end-to-end dei propri prodotti digitali, con processi, strumenti e pratiche propri. E ogni unit lavorava con fornitori esterni specifici, che spingevano le proprie tecnologie, mantenevano il controllo sulle pratiche di UX/UI e facevano evolvere i propri sistemi legacy. Il risultato: nessuna coerenza, e nessun terreno comune su cui costruirla.

La strategia: partire dal valore per l'utente

La risposta è stata una strategia UX complessiva, costruita attorno a una domanda: cosa significa migliorare l'esperienza utente, e come si misura? La strategia si articolava su tre livelli:

Partendo da zero e con tempi stretti, abbiamo scelto di cominciare da due soli elementi: una visione chiara e il design system. Prima le fondamenta, poi tutto il resto.

Tre resistenze, tre strategie

Realizzare Sirio ha significato superare tre resistenze precise.

1. La cultura a silos

Ogni servizio era nato in isolamento: niente comunicazione tra silos, niente processi comuni, niente standard condivisi. La risposta è stata creare una comunità di pratica — un team virtuale chiamato UX@INPS, nell'ambito dell'iniziativa "Progettare per il Cittadino" — coinvolgendo le persone dei silos più rilevanti, scelte in base all'impatto dei loro servizi sull'esperienza. Due appoggi si sono rivelati indispensabili: la sponsorship del top management, che ha legittimato l'iniziativa, e l'adesione della fascia operativa, che ha portato dentro il progetto l'esperienza di chi lavora sui servizi ogni giorno.

2. I tentativi falliti del passato

Non eravamo i primi a provarci: negli anni erano nati UI kit, web kit e librerie di componenti che non avevano mai superato l'adozione di uno o due team. Il sentimento diffuso era scetticismo puro: «Non ce la farete, ci abbiamo già provato». L'antidoto è stato rovesciare l'approccio: non una direttiva dall'alto, ma un «costruiamolo insieme» — coinvolgere tutti dal primo giorno, distribuire la responsabilità, tenere lo sguardo sulla visione di lungo periodo. E soprattutto: non buttare via i tentativi precedenti, ma raccoglierli e analizzarli, perché il lavoro passato diventasse fondamenta invece che macerie.

3. L'ecosistema dei fornitori

Centinaia di interlocutori tecnologici, ognuno con le proprie piattaforme, spesso in competizione tra loro. La leva è stata coinvolgere le persone operative dei fornitori — designer e sviluppatori front-end — perché condividono con gli utenti lo stesso obiettivo: vogliono che il prodotto funzioni. Messi attorno allo stesso tavolo, anche se appartenenti ad aziende concorrenti, hanno trovato una sinergia naturale. La collaborazione ha vinto dove la competizione avrebbe bloccato tutto.

Il processo: allargare per decidere, stringere per produrre

Il design system è stato costruito per sprint tematici (la tipografia, i colori, i componenti...), ciascuno con un'alternanza controllata di momenti larghi e stretti:

La regola che ha funzionato: team larghi per i workshop e le review — dove serve consenso e visione d'insieme — e team piccoli per la produzione, dove serve velocità. È questa alternanza, non la collaborazione permanente, a tenere insieme qualità e ritmo.

La visione prima dei pixel

La pietra fondativa del progetto è stata una visione definita collettivamente, con le persone di tutti i silos:

Visione: «Progettare soluzioni digitali che migliorano la qualità della vita dei cittadini.»
Missione: «Fornire ai cittadini tutte e solo le informazioni e i servizi di cui hanno davvero bisogno per la propria protezione sociale, eliminando la complessità inutile, attraverso una piattaforma digitale semplice, accessibile e in continua ottimizzazione.»

Non sono parole di circostanza: sono i criteri con cui, ancora oggi, si prendono le decisioni di progetto.

Cos'è Sirio, concretamente

Il design system si compone di due parti. Le linee guida: uno style guide per gli standard visivi, una UI guide per le best practice di interfaccia, una content guide per scrivere contenuti semplici e accessibili. E le risorse: una libreria di componenti riusabili e i toolkit per gli sviluppatori. Tutto è pubblico su inps.design, l'hub centrale del design INPS.

Cosa ha aiutato, cosa no

Col senno di poi, tre condizioni hanno favorito il progetto: il bisogno di uno standard era evidente a tutti (500 servizi tutti diversi non li difendeva nessuno); non c'erano conflitti di ownership, perché l'iniziativa era nuova e nessuno la reclamava; e c'era un obiettivo unificante, migliorare l'esperienza di tutti i servizi. Contro, hanno remato le cose di sempre: la percezione di perdita di controllo di chi vedeva nello standard un limite alla propria autonomia; la scarsa comprensione iniziale di cosa fosse un design system; la fisiologica resistenza al cambiamento.

E va detto con onestà: la collaborazione ha un costo. Le review con gruppi numerosi consumano tempo; le decisioni collettive riducono il controllo individuale e rendono più difficile cambiare rotta. Quando l'allineamento sugli obiettivi è basso e la competizione per l'ownership è alta, quel costo può superare i benefici — un tema che ho approfondito in un modello dedicato: la collaborazione non è una bacchetta magica. Sirio ha avuto la fortuna, e la costruzione, di trovarsi nel quadrante giusto: alto allineamento, bassa competizione.

L'impatto

8major release
1100componenti creati
25+aziende coinvolte
10M+utenti già raggiunti

Sirio ha standardizzato l'esperienza del portale inps.it, delle app native e di decine di servizi digitali, con un bacino potenziale di 45 milioni di persone. E ha prodotto un effetto che non era nel piano: il rebranding di INPS, arrivato con il 125° anniversario dell'Istituto, è stato guidato dal design system — un rovesciamento del percorso tradizionale in cui l'identità di marca precede il sistema. Partire dal design system ha generato un'identità digital-first: moderna, accessibile, centrata sull'utente.

Il lavoro è stato riconosciuto con un Silver ai GOV Design Awards 2022, l'inclusione nell'ADI Design Index 2022 e un iF Design Award 2023 — e in seguito con la Menzione d'Onore al XXVIII Compasso d'Oro ADI.

Tre lezioni

  1. La resistenza si supera con la collaborazione. Silos, fallimenti pregressi, fornitori in competizione: la chiave è stata armonizzare gli sforzi e allineare gruppi di stakeholder diversissimi attorno a una visione condivisa.
  2. Gli strumenti collaborativi giusti: una comunità di pratica con una visione comune; team larghi per workshop e review, team piccoli per produrre; e le fondamenta esistenti come punto di partenza, mai da zero.
  3. La collaborazione non è gratis. Quando l'allineamento è basso e la competizione alta, il costo dei processi collaborativi può superare i benefici. Va gestita, non subita.

Rielaborazione dell'intervento al World Usability Day Bolzano 2023, pubblicato negli atti del convegno (PDF).